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Degustare un vino | Un viaggio sensoriale a tre tappe

Se un tempo in cantina si produceva il vino per venderlo o al massimo si stappava qualche bottiglia, oggi la situazione è ben diversa. La cantina è divenuta una vera e propria meta turistica, tanto che negli ultimi anni l’enoturismo ha avuto un vero e proprio boom. Ad oggi in Italia il mercato vale circa 3 miliardi di euro per 15 milioni di presenze all’anno. Ma le visite guidate in cantina sono solo un aspetto, sebbene importante, della forte attenzione al vino. Si pensi ad esempio alla grande richiesta di corsi specifici, alla sensibilità a scegliere il corretto abbinamento con il cibo, o al fiorire di eventi. degustare un vino è un vero e proprio viaggio sensoriale che richiede attenzione per poter godere al meglio di tutti gli stimoli che è capace di inviare. Ed è proprio di questo che vogliamo parlarvi.

Cosa significa degustare un vino

Nella corretta degustazione di un vino, l’attenzione e la calma sono fondamentali. E’ solo così infatti che diventa possibile apprezzare tutte le informazioni che un vino ci invia in termini sensoriali. Berlo in fretta implicherebbe la privazione di una vera e propria esperienza gustativa, olfattiva e conoscitiva.
Potremmo dire che degustare un vino è l’unico modo per conoscerlo in maniera completa. Nonostante i progressi scientifici e tecnologici, si pensi ad esempio al nasi elettronico, la degustazione è un atto che non potrà mai essere sostituito. Come afferma Luigi Moio nel suo Oscar Bestseller “Il Respiro del Vino”, “la degustazione non potrà mai essere sostituita. E’ impossibile infatti riprodurre la sensibilità e il funzionamento simultaneo dei nostri cinque sensi”.

Le 3 fasi della degustazione di un vino

Considerando la degustazione di un vino, un viaggio, possiamo suddividerlo in 3 tappe imprescindibili. Questa suddivisione è la strategia più ragionevole perché ci consente di scomporre i segnali inviatici dal vino ai nostri sensi.
La prima fase di degustazione prevede l’osservazione del vino nel bicchiere, al fine di osservarne 4 parametri essenziali: il colore, la limpidezza, la consistenza e, nel caso del vino spumante, l’effervescenza. Per un approfondimento sulla conoscenza visiva del vino, vi consigliamo di leggere: Azienda Vitivinicola Cacciagrande: conoscere il vino dal colore
La seconda fase è la conseguenza del tutto naturale della prima fase. Consiste nell’accostare il bicchiere al naso per percepirne i profumi che generalmente vengono classificati secondo gli aromi di appartenenza (floreali, fruttati, speziati, legnosi, minerali, ecc. ecc.).
La terza fase prevede l’assaggio. E’ quella più delicata e complessa perché molto determinante nel giudizio finale del vino. In questa terza fase è possibile percepire durezza, morbidezza, corpo intensità, persistenza e qualità del vino.